ESPOSIZIONE
Le opere permanenti e le mostre temporanee del Museo Gorni — scultura, pittura e disegno di Giuseppe Gorni (1894–1975)
COLLEZIONE PERMANENTE
La collezione permanente costituisce il nucleo intellettuale e storico del Museo Gorni, offrendo una lettura sistematica dell'intera parabola creativa di Giuseppe Gorni. Il percorso espositivo si apre con le opere della prima formazione accademica a Bologna e conduce fino alle produzioni della maturità, attraverso una sequenza di ambienti dedicati alla scultura, al bassorilievo, alla pittura e al disegno. L'insieme consente di comprendere le trasformazioni del linguaggio formale di Gorni nel contesto artistico italiano del Novecento, tra influenze neoclassiche, realismo figurativo e ricerca espressiva autonoma.
GLI OLI: PRIMO PIANO – CORRIDOIO
La produzione di tele ad olio è costituita da un numero ristrettissimo di esemplari, tutti risalenti al periodo tra la fine degli anni ’10 e l’inizio dei ’20. La predilezione per la scultura è comunque evidente, tanto che l’impianto plastico di questi corpi, bloccati in pose e gesti di un antico rituale agreste, risulta il corrispettivo pittorico di sculture coeve.
SEZIONE SCULTURA: PRIMO PIANO – SALA III
“Quando si rappresenta una cosa con la forma principale della sua intimità o della sua essenza, essa acquista maggiore potenzialità” (G.Gorni, 5 quaderni, racconti brevi, appunti)
Le sculture, modellate con l’argilla del Po, imprigionano la forza della terra rendendo le pose cariche di vigore e passione. I ritratti, poi, mostrano la volontà dell’artista di raccontare di sé e dei propri affetti, catturandone l’intimità attraverso la vibrazione del segno. Gorni ha affidato alle sue figure una forza comunicativa in grado di superare la parola tramite i gesti e gli sguardi.
Gli anni Trenta
“tentai di unire la scultura con oggetti veri tanto da ottenere composizioni di immediata e facile comprensione, in modo che l’opera così concepita appartenese ad un vasto pubblico e non fosse ristretta a pochi”
L’intenzione dell’artista è di riuscire ad esprimere al massimo la naturalezza e quindi la semplice e diretta verità delle cose rappresentate. La sedia impagliata è soltanto uno strumento necessario all’immedesimazione dello spettatore così che il soggetto raffigurato non sia più soltanto un ragazzo appoggiato all’alzata di una sedia, ma diventi I dispiaceri di Salve, il figlio maggiore di Gorni.
In Ragazzo ai burattini lo scultore immortala l’atteggiamento meravigliato del ragazzo: gli occhi e la bocca sono spalancati e le gambe e le braccia inerti di fronte ad uno spettacolo che noi possiamo solo immaginare nel momento in cui entriamo nello stesso spazio del soggetto.
La ricerca plastica
I soggetti sorgono dalla memoria viva dei luoghi e della gente della sua campagna, dove i contadini curvi sul lavoro o seduti a riposo hanno le stesse forme di tronchi d’albero dalla corteccia dura e rugosa, carica di luce e fasciata d’ombra. Gorni non rappresenta situazioni di guerra pur avendole vissute in prima persona, ma cerca nel passato la via di fuga a tanta angoscia.
La ricerca plastica nelle opere legate al secondo dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50, è determinata dal gioco dei volumi pieni e vuoti che sono molto vicini alle coeve sperimentazioni di Martini e di Moore.
Le sculture sono intrise di una pesantezza psicologica che non è più semplicemente dell’artista ma dell’intero cosmo: le figure delineate in ampi scialli sono in attesa , con una lavorazione palpitante e ondulatoria dell’argilla, che annulla la nitidezza dei contorni.
In questi anni Gorni partecipa al Premio Suzzara vincendo il premio per la scultura nell’anno di nascita del Premio, il 1946.
MOSTRE TEMPORANEE
Il museo ospita un programma rotante di mostre temporanee che contestualizzano l'opera di Gorni all'interno dei più ampi movimenti artistici italiani ed europei della prima metà del Novecento. Alcune esposizioni accolgono artisti contemporanei invitati a dialogare con la sua eredità figurativa, creando un confronto fecondo tra tradizione e ricerca attuale.

Gorni e il Novecento

Terre e Forme

Dialoghi Contemporanei
Gorni e il Novecento
Terre e Forme
OPERE IN PRIMO PIANO
Questa selezione non è un catalogo esaustivo, ma un percorso editoriale attraverso alcune delle opere che meglio illuminano la tecnica, i temi e il registro emotivo di Giuseppe Gorni. Ogni lavoro è scelto per la sua capacità di evocare, con immediatezza visiva, la profondità della sua ricerca artistica. Si invita il visitatore a sostare, osservare e lasciarsi interrogare da ciascun pezzo.
SCOPRI LA COLLEZIONE
L'archivio visivo completo delle opere di Giuseppe Gorni è consultabile nella Galleria fotografica del museo, dove immagini ad alta risoluzione permettono di esplorare ogni dettaglio della sua produzione. Per vivere l'esperienza diretta delle opere originali, vi invitiamo a pianificare la vostra visita al museo di Nuvolato di Quistello: orari di apertura, modalità di prenotazione e informazioni sull'accessibilità sono disponibili nella sezione Visite.











